martedì, 23 marzo 2010

E' nato il fratellino...

...ho fatto il lifting, ho traslocato, insomma chiamate un po' la cosa come preferite.

 

Fatto sta che oggi questo blog compie un anno, e come regalino gli ho procurato una casa nuova. D'ora in poi tutti i miei pensieri troveranno forma nella nuova casetta: provetecnichedisogni.blogspot.com.

 

A bientot!

06:57 Scritto da honey986 in Riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: blogspot, blog, blogger | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 16 marzo 2010

Pensa che ti ripensa

Ci sono delle volte in cui ti metti lì e pensi. Pensi a chi sei stata, a chi sei, a chi sarai, a cosa la vita vuole da te. Pensi a quelle cose che hai fatto e che non rifaresti mai, pensi a tutto ciò che ti sei negata e al tempo perduto che vuoi recuperare. Pensi che se in una cosa non ti riconosci, allora bisogna chiudere la porta e ripartire.

 

Non sono mai stata una fanatica dell'aspetto fisico, ma i capelli sono sempre stati la mia mania. Negli ultimi dieci anni avrò cambiato almeno dieci tagli: bionda, rossa, viola, castana, con i ricci, corti, lunghi, con la frangetta, senza frangetta, con le meches, senza meches, stirati, non stirati. Ogni volta che ho un taglio nuovo, come in questi giorni, mi guardo allo specchio e mi vedo un'altra. Mi vedo stranamente bella, stranamente intrigante, e soprattutto mi vedo nuova.

 

Detta un po' alla maniera povera, i miei capelli sono una metafora della vita. Quando una cosa non va bisogna - se le circostanze lo permettono - prendere e cambiarla. Come questo blog, che fra una settimana si farà un bel lifting. Perché quando l'ho aperto ero una ragazzina piena di dubbi e domande, che non toccava un quaderno da anni e non sapeva bene a cosa andava incontro. Ora sono una ragazza (senza diminutivi) con due o tre risposte in più, anche se il casino dentro e fuori la mia testa rimane.

 

Tutti i chili che ho perso mi hanno fatto cambiare anche il guardaroba, e scoprirmi alle casse dei negozi con in mano vestiti che mai avrei indossato fino a sei mesi prima mi fa sorridere ogni volta. E' proprio vero che quando ti sfiora la malattia, o anche solo il sospetto, le prospettive in qualche modo cambiano.

 

E poi ci sono quei cambiamenti che non ti aspetti, ma che il destino ti porta a fare. Quelle persone che non vorrei perdere ma che sono troppo legate ai contesti che mi hanno fatta fuggire. Quei posti che vedevo ogni giorno e poi diventano un passato lontano che si tiene nascosto alla memoria come un parente scomodo. Quella vita che ogni giorno cambia, come ogni giorno cambio paio di orecchini, maglietta, calzini e tutto il resto. Solo la pettinatura resta sempre un gran disordine, come del resto ciò che contiene.

22:56 Scritto da honey986 in Riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: blog restyling | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 05 marzo 2010

La lista della spesa

Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò in un negozio di alimentari. Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito. Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo.
L'uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi.
Dolorosamente la donna supplicò: "Per favore signore! Le porterò il denaro più in fretta che posso". Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva trovare un altro negozio nel quartiere.

 

Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la povera donna.
Il droghiere con voce riluttante, chiese alla donna: "Hai una lista della spesa?".
Con un filo di speranza nella voce la donna rispose: "Si, signore".
"Bene", disse l'uomo, "Metta la sua lista sulla bilancia. Le darò tanta merce quanto pesa la sua lista".
La donna esitò un attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta e scarabocchiò qualcosa in fretta, poi posò il foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa bassa.
"Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il droghiere fissando la bilancia, brontolò: "E' incredibile! ".

 

Il cliente sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull'altro piatto della bilancia. Sbatteva sul piatto scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva. Così continuò e continuò, con una smorfia di disgusto sempre più marcata.
Alla fine afferrò il foglietto di carta e lo fissò, livido e confuso.
Non era una lista della spesa.
Era una preghiera: "Mio Dio, tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto nelle tue mani".
Il droghiere consegnò alla donna tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato.
La donna rigraziò e lasciò il negozio.

Solo Dio conosce il peso della preghiera.

mercoledì, 03 marzo 2010

Oggi non ho niente da dire...

...ma ho tanto per la testa.

08:15 Scritto da honey986 in Riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: niente | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 01 marzo 2010

La luce delle sette del mattino

Questa settimana i miei genitori non ci sono, e tocca a me portare fuori il cane la mattina. In qualunque periodo dell'anno, che sia caldo o pieno inverno, c'è una luce tutta particolare alle sette-sette e mezza del mattino nel mio paese.

 

Il cielo è di un azzurrino curioso, c'è qualche nuvola qua e là e le temperature non sono ancora al loro massimo.. tanta gente dorme, le strade sono praticamente deserte.. sono gli unici momenti in cui ancora riesco ad amare questo posto. E' la stessa ora in cui esco per prendere il treno, ma la fretta che caratterizza le mie mattine ordinarie mi impedisce di guardarmi davvero intorno.

 

Invece in giornate come questa passeggio con il cane, mi fermo, osservo, ascolto il silenzio che c'è intorno. Nessuno che chiacchiera, nessuno che sparla di qualcuno, tutto riposa ancora.. è dopo le otto che la vita inizia un pochino di più, quando i bambini entrano a scuola e i genitori fanno capannello al bar o sulla piazza. Ma a quell'ora io sono già lontana.

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo