Costante incoerenza

Solo una domanda: perché?
Una parola che nasconde giorni e giorni di pensieri, parole, opere e omissioni. I pensieri che da settimane mi attraversano la mente come un tornado, le parole che le mie labbra modellano per dare loro linfa, le opere che mi rendono simile al sogno che ho di me stessa, le omissioni che mi ricordano che il cammino da percorrere è ancora lungo, che nel profondo dell’anima esistono ancora tracce della me stessa di prima.
Perché?
Migliaia di labbra hanno modellato le parole ‘fermate il mondo, voglio scendere’. Le mie non lo hanno mai fatto.
Perché?
Questa la storia.

Giovanna aveva un sogno. Lo teneva stretto nel cuore come un bambino con il giocattolo prediletto. Talmente stretto da renderlo tutt’uno con la sua anima. Talmente tutt’uno da arrivare a darne per scontata l’esistenza. Sognare è vivere in costante incoerenza con il mondo. Un’incoerenza sana però, non quella che spinge le persone a cambiare la propria anima come si cambiano i colori dei vestiti con il rinnovarsi delle mode. Un’incoerenza che l’ha portata a Parigi, con una valigia e pochi euro in tasca, quando tutte le sue coetanee si preoccupavano della scelta fra medicina e giurisprudenza. Un’incoerenza che l’ha portata a commuoversi davanti alla Vergine delle Rocce e al Bal au moulin de la Galette, quando tutte le sue coetanee si preoccupavano della scelta fra ristorante messicano e chupiteria. Un’incoerenza che l’ha portata a salire quelle otto rampe di scale, le gambe doloranti e il collo indolenzito, per accarezzare le decine di libri impolverati che lui teneva negli scatoloni, preziosi come reliquie, quando tutte le sue coetanee si preoccupavano della scelta fra Vanity Fair e Cosmopolitan.

Un’incoerenza senza perché. Non esiste un vero perché al fatto che alcune persone nascono e vivono in un certo modo, adattandosi a quella “copia di mille riassunti” di cui parla la canzone, e altre nascono e vivono in tutt’altro modo. Non esiste un vero perché al fatto che nessuna di queste persone vive nel modo giusto o sbagliato, ma che semplicemente sono modi diversi e non paragonabili.

Giovanna non aveva una meta. Parigi non era né un punto di arrivo, né un punto di partenza. Non aveva tempi, scadenze. Solo un desiderio di andarsene e lasciarsi vivere.
Anche lui si lasciava vivere. Un’altra età, il doppio della sua, un passato misterioso, i libri che amava più di sé stesso. Anche lui era in costante incoerenza con il mondo. Ma c’era di più. Lui era in costante incoerenza con sé stesso: aveva un amore, un sogno, e lo ignorava. Deliberatamente.
Il peccato più grave che una persona possa commettere.

Un uomo. Una donna. Due anime. Due sogni. Un incontro quasi per caso, un’emozione condivisa di fronte a una stessa immagine: per molti una delle tante che costellano i musei parigini, per loro unica e insostituibile fonte di lacrime, sensazioni, pensieri. Una sola cosa in comune: la costante incoerenza con cui entrambi fanno un torto ai propri sogni.

Costante incoerenzaultima modifica: 2009-05-17T21:18:58+02:00da honey986
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