La pentola bollente

Un bambino osserva incuriosito una pentola che bolle sul fuoco. Si sporge in alto, vuole toccarla, ma non ci arriva. Allora chiede aiuto alla mamma. Lei però è irremovibile: lui non deve toccare la pentola bollente, è pericoloso. Ma il bambino non sente ragioni. Piange e si dispera. “La mamma non mi vuole aiutare”, pensa.

Questo aneddoto me lo raccontò Don Gianni diversi anni fa… e ancora oggi non passa quasi giorno senza che ci ripensi… Quante volte abbiamo davanti a noi una qualche pentola bollente, ci intestardiamo nel desiderio di toccarla, e arriviamo a credere che solo toccando quella pentola, quella e nessun’altra, troveremo una soluzione a tutto ciò che cerchiamo. Quello che non sappiamo… o meglio, che magari sappiamo ma fingiamo di dimenticare, è che se mai toccheremo quella pentola, tutto ciò che ci ritroveremo saranno le mani ustionate.

A volte pensiamo che le cose non vadano come vogliamo noi. Ci arrabbiamo, ci disperiamo, ci domandiamo “perché proprio a me”. E non ci rendiamo conto che ciò che accade, per quanto tragico, o insopportabile, o fastidioso che sia, ha sempre e comunque una spiegazione. E che quella spiegazione è, spesso e volentieri, la migliore possibile.

La pentola bollenteultima modifica: 2009-07-08T23:08:55+02:00da honey986
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