Un pensiero sul libero arbitrio

Le correnti di pensiero principali sono due: da un lato, chi ritiene che Homo faber fortunae suae, e dunque che l’uomo è da solo artefice del proprio destino. Dall’altro, chi pensa che ci sia un Qualcuno o Qualcosa chiamato Dio, Allah, fato, destino, zodiaco o chi per essi, che determina ogni nostro minimo istante.

In mezzo ci sono io. Mi è capitato di rileggere il mio commento a una discussione avuta qualche anno fa su questo argomento, e che mi fa tornare a dire ciò che pensavo allora e penso ancora oggi.

Sì, a mio parere Qualcuno o Qualcosa c’è. Questo Qualcuno o Qualcosa crea ciascuno di noi e determina in noi un progetto. Quindi ciascuno di noi nasce con una strada già prefissata, che a volte è incomprensibile: c’è chi è destinato ad avere una bella famiglia, chi una promettente carriera, chi una spiccata vena artistica, chi a morire a pochi giorni o perfino poche ore dalla nascita. Ci sono fatti che nessuno di noi può spiegare, che generano domande su domande ma a cui nessuno sa dare una risposta.
E qui viene la seconda parte: ok, c’è questo progetto. Un progetto che noi non conosciamo. Ignoriamo risvolti e conseguenze delle nostre scelte e delle nostre azioni, che a volte si rivelano un voler toccare a tutti i costi la pentola bollente. Sta comunque a noi, solo a noi, fare in modo che questo progetto si realizzi.

Mettiamola in questo modo: il Qualcuno o Qualcosa di cui sopra è l’architetto che disegna il progetto. Ma poi non è l’architetto a costruire la casa, ma i muratori. Qualcuno è l’architetto, l’uomo è il muratore. Può essere anche il progetto migliore del mondo, ma se il muratore sbaglia ad applicarlo, la casa crolla.
E’ importante saper leggere fra le righe; non accontentarsi mai; non aspettare che il destino piova dal cielo; e soprattutto, prendere il famoso “treno che passa una volta sola”.

Un pensiero sul libero arbitrioultima modifica: 2009-07-15T09:54:49+02:00da honey986
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