Mi ricordo, io sì che mi ricordo

Mi viene da sorridere a rileggere la me stessa di pochi anni fa. Quando andavo al liceo mi sentivo come intrappolata, e il mio unico sfogo era quel lucido approccio al sapere che una mia professoressa mi aveva elogiato. Pensavo che all’università avrei goduto di chissà quali libertà e che sarei stata diversa… e invece mi sono ritrovata la stessa di prima, solo con due ore di treno al giorno in più e niente più compiti per il giorno dopo da fare. Ma per il resto era tutto abbastanza uguale. Allora ho pensato che la vera libertà l’avrei ottenuta dopo la laurea: invece ho passato mesi chiusa in casa, dove l’unico diversivo era portare fuori il cane, quando invece avrei potuto regalare a me stessa molto di più.

Diciamo che non esiste una ricetta per la libertà: non c’è un momento dopo il quale qualcosa scatta e tutto inizia ad andare per il verso giusto. Fino a poco tempo fa credevo ingenuamente che fosse così… e invece no. La libertà è quella che ci costruiamo giorno dopo giorno con poche semplici regole: sorridere alla vita, non perdere tempo in faccende inutili, fare almeno una cosa che non si vorrebbe fare e creare nella propria mente progetti sempre nuovi, anche i più rischiosi. Osare, insomma.

Stamattina ho scritto quella che sarà la mia giornata ideale in futuro: non anticipo nulla, vista la regola dei sogni “se lo dico non si avvera”. Comunque voglio lavorare sodo per realizzare ogni singola parola…

Mi ricordo, io sì che mi ricordoultima modifica: 2009-07-16T18:00:29+02:00da honey986
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Mi ricordo, io sì che mi ricordo

Lascia un commento