Tornando a ieri… l’arte e gli artisti

Essere famosi equivale a essere artisti? Prendiamo tre opzioni legate alla letteratura:

1- Vendere un milione di copie del proprio libro con una grande casa editrice
2- Pubblicarne cinquecento a proprie spese o a spese di un piccolo editore
3- Non pubblicare affatto e limitarsi al proprio sito o blog

Quale di queste tre rende uno scrittore migliore di un altro? Il mercato ‘paga’ il talento? A volte è così, se pensiamo che in Italia si può vincere il Premio Strega a 26 anni con il proprio romanzo d’esordio, come è accaduto lo scorso anno a Paolo Giordano. Ma negli altri casi? Non avere il proprio nome esposto tra gli scaffali di una libreria ci fa sentire ‘inferiori’?

Secondo me non è così, per via di una riflessione che faccio da diversi anni. Se uno, per esempio, vuole fare il medico, non ha molta scelta: o riesce a trasformarlo nel suo lavoro, o non potrà mai realizzare il proprio sogno. Ma se uno, sempre per esempio, vuole fare lo scrittore, ha davanti a sé molte più opzioni: perché anche se non dovesse mai riuscire a trasformarlo nel proprio lavoro, nessuno, e sottolineo NESSUNO, può impedirgli di continuare a scrivere. Trovare un editore è un passaggio importante, ma non trovarlo non pregiudica nulla: cosa che molti dimenticano.

Scrivere più che si può… leggere ancora di più… esplorare la rete… interagire con altri autori… abbonarsi ad almeno una rivista specializzata… usare i social network per ampliare i propri contatti (perché Facebook non è solo Pet Society)… creare un blog e aggiornarlo ogni giorno… creare un progetto più ampio in rete… collaborare, anche gratis, con riviste online… ci sono così tante vie per affermarsi e rimanere ‘artista’ senza montarsi la testa

Tornando a ieri… l’arte e gli artistiultima modifica: 2009-07-21T11:24:02+02:00da honey986
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