Rendezvous – parte III

Nuovo capitolo delle riflessioni a proposito di Rendezvous.

 

Sono partita da una scena. Un flash che si dipana nella mia mente come una pellicola: la scena di uno dei tanti film scritti e interpretati nella mia testa. C’è una giovane studentessa americana. Piove, e la cerimonia di consegna dei diplomi si tiene nella palestra. Lei è entusiasta del momento, ma a un certo punto i suoi occhi si fissano su un’immagine. L’immagine di un uomo. Anche lui la sta fissando. E a quel punto succede come in quelle scene cult da pellicola americana, in cui le luci si abbassano, ogni persona intorno scompare, e restano solo lei e lui. E i loro occhi che non riescono a staccarsi gli uni dagli altri. Finché a un certo punto lui se ne va, per lasciare lei alla sua vita, al suo futuro, ai suoi sogni, al suo nuovo fidanzato che nel frattempo la abbraccia e la bacia per congratularsi. Ma per lei quell’abbraccio e quel bacio hanno il sapore gelido del ghiaccio. E il suo unico pensiero è correre da lui sotto la pioggia. Gridare ancora una volta il suo nome. E quando lui si volta ad aspettarla, sente il ritmo trafelato del suo respiro, le fa scudo dalla pioggia con il suo ombrello, lei comprende che quel ‘perché sei qui?’ che le sue labbra modellano unite alla voce non ha alcun senso. Perché lei già sa la risposta. Lui è lì per vederla un’ultima volta e poi sparire. Lui è lì perché non ha smesso di amarla. E lei è uscita sotto la pioggia gridando il suo nome perché non ha smesso di amarlo. Ma in quel mondo così logico e così ordinario loro non possono amarsi. Perché amarsi è sfidare la vita stessa, e quel mondo non conosce sfide. Lui le porge la mano, e lei pensa che una stretta rapida e innocente non cambierà la vita più ‘giusta’ che ha scelto di vivere. Ma lui, inaspettatamente, quella mano la tiene con delicatezza nella sua, e la conduce piano a sé fino a sfiorarla con le labbra. L’ultimo gesto di un uomo innamorato, che per età ed esperienza sa che le convenzioni del mondo lo costringono a lasciarla andare. Ma nel suo allontanarsi, solo poche gocce di pioggia accarezzano la testa di lei… Perché un altro ombrello arriva a farle scudo, a ripararla dalle insidie di quella vita a cui resterà incatenata per sempre. Il conforto caloroso di un’amica, che non comprende ciò che è stato, ma che nello stesso tempo non può fare altro che riconoscere l’incomprensibile forze di quella realtà: ‘Ti ha amato molto…’.

Rendezvous – parte IIIultima modifica: 2009-07-28T22:21:00+02:00da honey986
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