Il bilancio della mia estate

Quando ero più piccola e avevo i quaderni sempre a portata di mano, come proiezione quasi ossessiva delle mie mani, erano due i momenti dell’anno per i bilanci: il 31 dicembre e due giorni prima dall’inizio della scuola. Poi gli anni sono passati, e con essi anche i bilanci. Poi i quaderni sono scomparsi, e solo dopo qualche tempo, per la precisione alcuni mesi fa, ha fatto la sua timida ricomparsa un blocchetto con gli anelli di lato e la foto di uno dei bimbi di anne Geddes in copertina.

 

Oggi mi è venuta voglia di tentare un bilancio minimo, perchè quest’estate ha rappresentato un curioso spartiacque fra un capo e l’altro della mia mente: ho abbandonato tanti pensieri e tanti altri ne sono venuti alla luce, come in un vortice.

L’elemento comune della mia estate è stato la costanza, costanza anzitutto nel perseguire le mie idee. L’elemento curioso della mia estate è che, a parità di costanza, le idee che avevo a inizio stagione erano orientate in una certa direzione, quelle che ho adesso sono orientate nella direzione diametralmente opposta. E come ormai mi succede da tempo, mi basta rileggere certi entusiasmi del passato per scoppiare a ridere di gusto.

 

Sono stati due i cardini principali della mia estate, sommati a tanti altri, altrettanto importanti ma meno decisivi per le mie scelte. Il primo è stato rendermi conto che i castelli di carta si rompono prima degli altri, e che chi ci vive al dentro si ritrova esposto al freddo e alla pioggia. Costruire un castello di carta è semplice e veloce, per quello di mattoni ci vogliono mesi se non anni, ma alla fine è molto più resistente.

Il secondo è stato mettermi in gioco, anche se per poche settimane, in una vita in cui non c’è la mamma che ti fa trovare tutto lavato e stirato, in cui non c’è qualcuno che decide per te cosa mangerai, ma anzi arrivi la sera dal lavoro e devi ancora farti da mangiare. Una vita in cui i soldi sembrano non bastare, ma poi si esce dal supermercato soddisfatti perché con 8 euro compri da mangiare per tre giorni, tutto in offerta ma tutto buonissimo.

 

E questi cardini mi hanno portato alle decisioni importanti di questi ultimi tempi: decisioni che un po’ mi fanno paura ma che sono necessarie, decisioni magari scomode ma fondamentali, decisioni che forse al mio posto non tutti prenderebbero. Per esempio, potermi permettere di dire No a una realtà insostenibile, quando intorno a me c’è chi dovrebbe (e forse vorrebbe) farlo ma per tante ragioni non lo fa mai. Il pensiero di potermelo permettere mi fa sentire la donna più libera del mondo… niente male come inizio.

Il bilancio della mia estateultima modifica: 2009-09-11T17:16:11+02:00da honey986
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