Viaggio nel silenzio

Ho letto tutto di un fiato un libro sconcertante, ricco di storie che mi hanno fatto riflettere e che non mi lasciano staccare la mente neanche un attimo. Quando in televisione fu trasmesso il documentario Sex crimes and Vatican ero sommersa da un’ideologia che non mi apparteneva, ma che trovavo necessaria per un quieto vivere nell’unico ambiente che sapeva accettarmi. Perciò non lo guardai. E quando i detrattori dissero che il Crimen sollicitationis era ormai obsoleto, ci credetti. Senza pensare che, obsoleto o no, è ugualmente un crimine che sia stato scritto e approvato.

 

Poi ho letto Viaggio nel silenzio, una raccolta di testimonianze scritte dalla donna che ha sottotitolato in italiano il documentario, la giornalista Vania Lucia Gaito. E poi ancora ho guardato, finalmente, Sex crimes and Vatican. E poi ancora ho cercato su Google i molti nomi presentati nel libro, scoprendo realtà inquietanti. E mi torna in mente Pirandello, che sosteneva che la verità non è mai assoluta, ma è una, nessuna e centomila. Provate a cercare notizie su Alessandro Pasquinelli, l’ex sacerdote che racconta la sua (ingiusta) accusa di pedofilia: nei commenti agli articoli c’è chi lo sostiene e chi lo accusa, chi lo ritiene un uomo esemplare, chi un pedofilo e un bugiardo. E così via per tutti gli altri.

 

Purtroppo di fronte a realtà troppo grandi, capire diventa difficile, e ancor più difficile è formarsi un’opinione libera da preconcetti. Si può credere in Dio se permette tutto questo? Si può amare la Chiesa nonostante le sue numerose mele marce? Come possono preti pedofili e altri come Don Gallo, Don Di Noto e Don Santoro indossare la medesima tonaca? Com’è possibile che dopo duemila anni il potere della chiesa (stavolta minuscola) non diminuisce? Ci si può definire cattolici in nome di quei cattolici degni di questo nome? E soprattutto, chi decide se un cattolico ne è degno oppure no?

 

Il mio rapporto con la fede e con la religione è da sempre complesso e ricco di interrogativi. Penso che le coincidenze non esistono e i segni sono numerosi, che pregare è fondamentale così come amare il prossimo, anche quando ci fa tanto male, ma penso anche che sia assurdo impedire ai sacerdoti di vivere l’amore, ridurre allo stato laicale un prete che si sposa ma non un prete pedofilo, e soprattutto parlare dall’alto degli altari mettendo i bastoni tra le ruote a chi scende fra gli ultimi a sporcarsi le mani. Non è un caso che quasi tutti i Pretacci raccontati da Cannavò non si riconoscano nella visione della chiesa (ancora minuscola) trasmessa dal Vaticano.

 

Dire di essere arrabbiati, sofferenti e indignati, come ha detto ieri il Papa dopo la divulgazione del rapporto Murphy, è di certo un passo avanti rispetto all’ignorare completamente il problema, ma non basta. Come non è bastato in tutti questi anni. Le parole non cancellano il dolore, in nessun caso. E le azioni che dovrebbero essere intraprese richiedono un coraggio che a certe persone manca, soprattutto se abituate da duemila anni a rifugiarsi in un mondo dove tutti i panni sporchi si sono lavati nella minuscola lavatrice di famiglia. Perché la famiglia è numerosa, ma la lavatrice è la più piccola di tutte.

Viaggio nel silenzioultima modifica: 2009-12-12T11:22:17+01:00da honey986
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