I miei difetti

Vivere in un paese offre una percezione decisamente distorta della realtà. Si vive nella strana convinzione, in cui io stessa vivo quotidianamente, di essere sotto esame: un esame in apparenza banale, dove ciò che all’esterno è norma qui diventa devianza. Dove il massimo dello scandalo arriva da una coppia di genitori (regolarmente sposati in Chiesa, off course) che non manda il figlio/a a catechismo. Dove una ragazza come me arriva a 14 anni credendo che prendere i Sacramenti sia obbligatorio, come farsi la carta d’identità o il codice fiscale.

 

Distorto, appunto. Talmente distorto che i casi sono due: o si ha la fortuna di vivere in un contesto geograficamente interno, ma emotivamente al di fuori, oppure si è come me, totalmente assorbita in questo vortice assurdo, in cui non importa cosa faccio, intanto non andrà mai e comunque bene. Prima ero statica, noiosa, grigia, e non andava bene. Oggi sono sorridente, dinamica, sempre in giro, metto la minigonna e non vesto più solo di nero (tutte parole pronunciate dalla mia mamma non più di 24 ore fa), ma non va bene lo stesso. Se mi chiudessi in un convento, sarebbe la volta che tutto lo scandalo del falso celibato clericale verrebbe fuori, e guarda caso proprio dal convento in cui sono io :-).

 

A volte è davvero dura tirare avanti ogni giorno senza piangere. Perché bisogna credere davvero in ciò che si fa, per arrivare a dire a testa alta: io sono così. E allora? E difendere davanti a tutto e a tutti ogni singola scelta, dal capo di abbigliamento al dove trascorrere il sabato sera, dagli affetti al lavoro. Difenderlo di fronte a chi pensa che passare fuori il weekend sia un crimine, così come indossare certi vestiti, leggere certi libri o frequentare certi ambienti. Fra poco l’anno finirà, e sarà tempo di bilanci. E in quel momento forse sarò più precisa.

I miei difettiultima modifica: 2009-12-14T23:05:54+01:00da honey986
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