Un nuovo inizio

Ieri sera è successo qualcosa che desideravo da tempo ma credevo non sarebbe mai arrivato: una persona mi ha chiesto di portarla nell’unico posto in cui mai credevo avrei potuto condividere un momento… è già capitato di trovarsi insieme in una Chiesa, ma è stato per quelle brevissime visite da turista, a parte il Duomo di Milano perché non ci girava di farci frugare nelle borse all’entrata (e vabbè che nella mia più che quadernetti e assorbenti non avrebbero trovato..).

 

Ma ora succederà, e trovo che sia meraviglioso. Forse ho una visione della religione che oscilla fra l’ingenuo-idealistico e il Fai-da-te, ma superata la fase della mamma e papà che ti dicono “vai a Messa” (e la variante nonna “vai a Messa se no quando muori vai all’Inferno”), e superata anche quella in cui bruciavo incensi e fogli di carta perché volevo convertirmi alla Wicca dopo aver visto Giovani streghe, nel corso degli ultimi anni ho conosciuto molte persone che mi hanno trasmesso un’immagine di Chiesa molto diversa da quella che avevo sempre conosciuto. Vorrei avere uno spazio web illimitato per nominarle tutte, dalla prima all’ultima, ma sicuramente dimenticherei qualche nome.

 

Al pranzo di Natale uno fra i presenti ha criticato la presenza sull’altare, alla Messa del mattino, di una persona dall’aria troppo povera e malconcia fra i chierichetti, e che “nella liturgia ci vuole decoro e sull’altare uno così non sta bene”. Mio papà allora si è chiesto – e anche io dopo di lui – se allora in tutti questi anni non ha letto il Vangelo sbagliato, quello che dice che i pubblicani e le prostitute ci passeranno avanti nel Regno dei Cieli. E mi sono tornate in mente le parole di Don Gallo al Gay Pride, il commento di Don Fully alla parabola del padre misericordioso, i due momenti trascorsi a spignattare di nascosto mentre mi si chiudevano gli occhi per il sonno, di nuovo mio padre quando è venuto a prendermi alla chiusura di Proposta, le tavolate con i gruppi, tutte le volte che ho imbracciato la chitarra e mi sono sgolata perché la gente guardava la chitarra e aveva il blocco automatico alle corde vocali, le ore e ore di chiacchierate con Don Gianni, i pianti sulle panche della Chiesa e davanti al Sepolcro il venerdì santo, tutte le volte che ho cantato De colores e ridevo per chi lo trovava un canto stupido, e tanti altri episodi che mi hanno segnata nel bene e nel male.

 

Non si può ignorare la fede. Io ci ho provato, ma prima o poi ritorno. Ho perso tante messe in questo anno, pensando che forse per me non c’era più posto, che avevo bisogno di sentire ancora il desiderio forte che – e cavoli se lo sapevo! – da qualche parte c’era e doveva solo venire fuori. Penso che chiunque sia degno di stare sull’altare, anche se non si lava i capelli da una settimana. E penso che non condivido il 90% di ciò che esce dalla bocca delle più alte gerarchie cattoliche. E penso che non me ne frega niente… che posso vivere la fede con la mia dimensione e amarla a modo mio. E questo nessuno me lo può togliere.

Un nuovo inizioultima modifica: 2009-12-27T21:59:51+01:00da honey986
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