Il dono delle parole

Tre mesi fa ho trascorso uno dei fine settimana più belli di tutta la mia vita, tre giorni nella pittoresca cornice di Bologna insieme a donne meravigliose che mi hanno dato tante emozioni, tanti pensieri e in un certo senso anche una nuova coscienza di me.

 

In questo momento sto pensando a una di loro, perché sto ascoltando la sua musica. Sto ascoltando parole intense e profonde, ripensando a quel pomeriggio in cui le ho sentite dal vivo… e io che sono stata a pochissimi concerti l’ho trovato senza paragoni, soprattutto per quel senso di intimità: un salotto, un pianoforte, quattro tazze di té, e noi sedute intorno a un tavolo ad ascoltare.

 

E sto pensando alle parole che ho scritto io e che scriverò, e so che mai raggiungerebbero una simile portata di emozioni. Si parla di anima, di emozioni, di amore, di vita vissuta con tutta l’intensità possibile… e sorrido pensando a quante volte dimentico la semplicità di un gesto, di un sorriso, di un pensiero felice, e mi chiudo a riccio perché sono stanca, o non sopporto certe persone che mi stanno intorno, o perché vorrei evadere da tutto ciò che non mi soddisfa a pieno. La verità è che se sono ancora qui, se dovevo andare a vivere per conto mio e ancora non ci sono riuscita, se sono ancora costretta a fare la pendolare sette giorni su sette, è per imparare una lezione dolorosa ma fondamentale: non si può pretendere di essere liberi fuori se non lo si è prima dentro.

 

E sto pensando al senso di libertà che mi trasmette questa musica, e che non ha prezzo di fronte a nessuna delle difficoltà della vita. Si può avere una bella casa, una bella auto, uno stipendio da capogiro e un telefono che squilla in continuazione, ma a cosa serve avere tutto se poi non si ha più niente da sognare? E sto pensando a quanti pensano che l’arte sia per gli stupidi, e i sogni per quelli ancora più stupidi, e preferiscono ignorare i loro mezzi per costruire qualcosa nella vita, sprecando il proprio tempo nel fare quello che fanno tutti. E sto pensando che da tutta la vita mi sento diversa perché non accetto di cadere in questo compromesso. E che da tutta la vita tanti mi vedono diversa perché non lo faccio. E mi torna in mente quando una persona mi disse «Non siamo fatti bene o fatti male, siamo solo fatti così».

 

La musica è finita, e chiudo con un arrivederci a presto per questa amica speciale, e un inchino per la sua capacità di amare così tanto il suo sogno. Ciao Paola!

Il dono delle paroleultima modifica: 2010-01-20T23:02:39+01:00da honey986
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