Una seconda occasione

La vita è ciò che accade mentre siamo occupati a fare altri progetti

 

Ci sono treni che passano una volta sola, e quasi sempre li perdiamo. E poi ci sono le seconde occasioni, che altro non sono che delle sfide che il destino ci obbliga a fare con noi stessi: dimostrare che abbiamo imparato la lezione e non rifaremo gli stessi errori della volta precedente. Ma anche in questo caso, quasi sempre li rifacciamo.

 

Forse che siamo per natura un po’ masochisti, o emotivamente pigri? O sarà che siamo talmente radicati nell’idea di avere sempre e comunque ragione, e che sono gli altri a doversi adattare a noi?

Nel mio caso forse è un po’ così. Ho vissuto i saldi estivi con molta più scioltezza di quelli invernali… qualche mese fa avrei comprato il negozio intero, ora mi sono accontentata di due paia di calzini. Sarà che la mia taglia in meno nei vestiti invernali non si nota più di tanto, imbaccuccata come sono. 🙂

 

I saldi sono un esempio banalissimo, ma è così un po’ per tutto. Il gelo polare di questo inverno deve avermi un po’ irrigidito l’anima, perché il mio istinto continua imperterrito a ripiombare in vecchi sbagli. Ho uno scarso spirito di adattamento, che in alcuni casi rasenta lo zero. Se una persona a pelle non mi piace, non riesco in nessun modo a fare buon viso a cattivo gioco: è il mio corpo stesso a rifiutare la sua vicinanza, come un morbo. In più, gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno aggiunto un’altra voce all’elenco: ho disimparato a stare zitta. Se una situazione non mi piace, il mio timbro di voce si alza di qualche decibel, e mi è stato detto che mi spunta anche una strana vena in mezzo alla fronte. 🙂 Però, ottimo rovescio della medaglia, ho anche imparato a chiedere scusa, cosa che prima non facevo mai.

 

Credo che “scusa” e “no”, insieme forse a “ti voglio bene” e qualcos’altro, siano le parole più difficili da pronunciare per un essere umano, perlomeno credendoci davvero. Sono davvero poche le persone nella vita a cui ho chiesto scusa, qualcuna di più (mannaggia a me!) quelle a cui ho detto no. Ma ci sono certi no di cui vado particolarmente fiera. Ed è curioso che alcuni tra questi siano avvenuti proprio nel mese di settembre. Ricordo che sui giornaletti da ragazzine il numero di settembre era il più atteso, perché c’erano tutti i trucchetti su come fare colpo il primo giorno di scuola, quasi fosse un “Capodanno” tutto speciale riservato a quella fascia d’età. Ricordo che leggevo quelle pagine pensando che non importava quale trucchetto seguissi, io non avrei mai fatto colpo su nessuno. Con il senno di poi, molto meglio così. Ma, anche se in modo diverso, i miei Capodanni tutti speciali li ho avuti anche io.

Una seconda occasioneultima modifica: 2010-01-31T21:48:05+01:00da honey986
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